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F.a.q. (frequently Asked Questions)

motori-di-ricerca

 
  1. Che cosa sono i motori di ricerca?
  2. Che differenza c'è tra un motore di ricerca ed una directory?
  3. Cosa vuol dire posizionare un sito sui motori di ricerca?
  4. Ci sono motori di ricerca più importanti di altri?
  5. Cosa bisogna fare per essere presenti su di un motore di ricerca?
  6. Quanto tempo ci vuole prima che il mio sito sia presente sui motori di ricerca?
  7. Una volta posizionato, per quanto tempo il mio sito sarà nelle prime posizioni sui motori di ricerca?
  8. Cosa significa SEM?
  9. Cos'è una campagna Pay per Click (PPC)?
  10. E' meglio il posizionamento tradizionale sui motori di ricerca od una campagna Pay per Click?
  11. Che cosa significa SEO?
  12. Che cosa si intende con il termine SERPs?
  13. Si può incrementare la visibilità del sito in un mercato estero?
  14. Quali sono le parole chiave da scegliere per migliorare la visibilità nei motori di ricerca del mio sito?
  15. Quando un sito e' bannato da Google?
  16. Come comportarsi se il proprio sito stato bannato da Google?
  1. Che cosa sono i motori di ricerca?

    Il "search engine" (o motore di ricerca) è un server che consente a chi lo interroga di individuare siti e risorse attinenti con le parole di ricerca utilizzate: tutte le pagine trovate dal motore, attraverso un software chiamato "spider", vengono inserite in un archivio consultabile.

    I motori di ricerca rappresentano i siti in assoluto più visitati su Internet, ed ogni giorno milioni di utenti effettuano letteralmente centinaia di milioni di ricerche (se siete curiosi di sapere cosa cerca la gente su Internet, Google, il più importante motore di ricerca in assoluto, propone un breve resoconto).

    Alcuni dei motori di ricerca più noti ed utilizzati sono ad esempio il già citato Google ed AllTheWeb, un motore di ricerca la cui importanza è in costante aumento.

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  2. Che differenza c'è tra un motore di ricerca ed una directory?

    Un motore di ricerca, a fronte dell'uso della sua scheda di ricerca con determinate parole chiave, restituisce un elenco di risultati tra quelli presenti nel suo vasto database (costantemente aggiornato scandagliando senza sosta l'intero WWW (World Wide Web), elencando i risultati in base a precisi criteri di "pertinenza" rispetto alla ricerca effettuata.

    Una directory, al contrario, è un sito che contiene un insieme di categorie strutturate ad albero, dove ad ogni ramo possiamo trovare dei siti, altre categorie od entrambe le cose. La struttura delle categorie ed i siti presenti sono il frutto del lavoro di "editor" (o operatori) alle dipendenze della società che gestisce la directory o che operano su base volontaria. Volendo semplificare, webmaster e proprietari di siti web chiedono (a volte a pagamento) agli operatori delle directory di valutare un sito ed inserirlo nella directory stessa.

    Se il numero di siti web potenzialmente archiviabili dai motori di ricerca è di gran lunga superiore rispetto a quelli delle directory, consentendo quindi a chi effettua la ricerca di individuare un maggior numero di risultati, le directory consentono di trovare, soprattutto per ricerche generiche, risultati più inerenti alla ricerca effettuata.

    Tra le directory di maggior rilievo, troviamo sicuramente Yahoo! e Dmoz, che con i suoi 50.000 collaboratori volontari, è uno dei più importanti progetti collaborativi al mondo.

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  3. Cosa vuol dire posizionare un sito sui motori di ricerca?

    Generalmente si tende a confondere l'attività di "Positioning" (o posizionamento) con la "registrazione nei motori di ricerca", cerchiamo quindi di evidenziare le differenze tra le due situazioni: la registrazione consiste nella segnalazione di un sito, mediante uno specifico modulo, ad un motore di ricerca; il posizionamento è un'attività molto più complessa, tesa a far raggiungere ad un sito le prime posizioni nei motori di ricerca per determinate stringhe o parole chiave, garantendo quindi un maggior traffico verso il sito.

    A seconda degli obiettivi che si desidera raggiungere, il posizionamento può richiedere poche energie così come lunghe sessioni di lavoro, per garantire al sito posizionato una maggior visibilità.

    Sostanzialmente, il posizionamento avviene individuando delle "keyword" (o parole chiave), scelte in linea con i contenuti del sito, che rappresentano al meglio i concetti ed i contenuti dello stesso, per consentire lo svolgimento di tutte quelle attività, chiamate sinteticamente "attività di S.E.O.", a significare Search Engine Optimization (o Ottimizzazione per i Motori di ricerca) che possono portare il sito tra i primi risultati sui motori di ricerca, nelle directory, nei portali di settore e dovunque il navigatore vada cercando contenuti e servizi corrispondenti a quelli offerti dal cliente del sito posizionato.

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  4. Ci sono motori di ricerca più importanti di altri?

    Sì: l'importanza dei motori di ricerca è direttamente proporzionale alla quantità di visitatori che ne fanno uso.

    I motori di ricerca presenti in Internet sono circa 2.000 ma solo una decina di essi catalizza più del 90 % degli utenti. Da un'indagine condotta dal sito i i-dome.com nel mese di marzo 2004 risulta che i motori di ricerca più utilizzati in Italia sono:

    A livello internazionale invece detengono il primato di popolarità rispettivamente:

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  5. Cosa bisogna fare per essere presenti su di un motore di ricerca?

    La Segnalazione di un sito su di un motore di ricerca avviene mediante la compilazione di moduli indicati dagli stessi motori.

    Segnalare il sito è il primo ed il più importante passo per garantire visibilità al proprio sito: per molti motori di ricerca l'inserimento del sito nel proprio archivio è gratuito, mentre per altri è richiesto il pagamento di un prezzo più o meno consistente. E' importante assicurarsi prima di segnalare un sito sui motori di ricerca (soprattutto su quelli a pagamento!) che lo stesso sia stato adeguatamente ottimizzato per essere posizionato al meglio tra i risultati presenti.

    Se hai già un sito Internet, e vuoi renderlo più visibile sui motori di ricerca, richiedi alla Fabran.com Produzioni Multimediali una valutazione gratuita del tuo sito: saremo in grado di indicarti eventuali difetti o migliorie per ottenere il miglior risultato dal tuo investimento.

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  6. Quanto tempo ci vuole prima che il mio sito sia presente sui motori di ricerca?

    Ogni motore di ricerca adotta un diverso criterio di aggiornamento dei propri database, anche se tipicamente ciò non richiede più di 2 mesi.

    Per quanto attiene alle directory ed i motori di ricerca a pagamento come Yahoo! o Inktomi è possibile, in pochi giorni, far valutare il proprio sito affinchè questo venga indicizzato o catalogato: si segnala la particolarità della directory di Yahoo!, forse la più esclusiva, sicuramente tra le più importanti, che a fronte del pagamento garantisce semplicemente che il sito verrà valutato dai propri operatori.

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  7. Una volta posizionato, per quanto tempo il mio sito sarà nelle prime posizioni sui motori di ricerca?

    La durata di una buon "piazzamento" su di un motore di ricerca, ovvero nella prima pagina di risultati o comunque almeno nelle prime tre pagine, è strettamente legata alla competizione che esiste sulle parole chiave utilizzate.

    Una costante attività di ottimizzazione delle pagine del sito e delle attività di S.E.O. ed un rinnovo perlomeno annuale delle attività di segnalazione a motori di ricerca e directory, costituiscono sicuramente i mezzi più efficaci per migliorare e/o mantenere il piazzamento ottenuto.

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  8. Cosa significa SEM?

    SEM è l'acronimo di Search Engine Marketing, ovvero l'attività di sfruttare i motori di ricerca come strumento di marketing, attraverso gli sbocchi pubblicitari che gli stessi offrono: una campagna pay per click con uno strumento come Google Adwords corrisponde per l'appunto ad'un attività di marketing sui motori di ricerca.

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  9. Cos'è una campagna Pay per Click (PPC)?

    Una campagna Pay per Click consiste nella creazione di annunci pubblicitari che verranno visualizzati tra i risultati delle ricerche sui motori stessi o su risorse selezionate in corrispondenza di determinate chiavi di ricerca, liberamente impostabili dall'inserzionista.

    Ad esempio, se abbiamo una libreria online, potremmo pubblicare un annuncio sull'ultimo libro dell'autore di grido per l'argomento "gialli", e decidere che l'annuncio venga visualizzato da quegli utenti che ricercano sui motori la stringa di ricerca "libri gialli": l'annuncio verrà visualizzato tutte le volte che un utente ricercherà quella scritta, ma si andrà a pagare solo quando un utente andrà a cliccare sull'annuncio visualizzato, un costo che tipicamente è inferiore ai 50 centesimi, spesso anzi sotto i 10 centesimi.
    Avendo la possibilità di gestire più annunci o gruppi di annunci per una serie illimitata di parole chiave, è possibile creare delle vere e proprie campagne pubblicitarie, non perdendo mai di vista i costi associati e verificandone anche di ora in ora l'andamento.

    Gli strumenti messi a disposizione da Google ed Espotting sono molto completi, anche se potrebbero risultare troppo complessi per un utente che non ha confidenza con la terminologia utilizzata ed i concetti associati al posizionamento online.

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  10. E' meglio il posizionamento tradizionale sui motori di ricerca od una campagna Pay per Click?

    Entrambe le situazioni presentano caratteristiche peculiari:
    Dalla messa in linea di una presenza Internet al raggiungimento di risultati rilevanti di traffico con le metodologie di posizionamento tradizionali possono passare diversi mesi, in conseguenza dei tempi di passaggio degli "spider" dei motori e della verifica da parte degli editori delle directory della richiesta di posizionamento.

    In questo frangente di tempo, il posizionamento Pay per Click può garantire risultati immediati, in quanto passano pochi minuti dall'inserimento degli annunci alla loro effettiva visualizzazione.

    Sul fronte dei costi, si può dire che le campagne pay per click, nel lungo termine, presentano costi maggiori del posizionamento tradizionale: è quindi utile pianificare l'uso di questo strumento, facendovi ricorso ad esempio in fase di lancio del sito od all'emergere di esigenze particolari (ad esempio, in corrispondenza di fiere, lancio sul mercato di un prodotto, od altri casi specifici).

    Fabran.com Produzioni Multimediali vi può assistere nell'ideazione, creazione e gestione della vostra campagna pubblicitaria online attraverso questi strumenti, a costi molto competitivi.

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  11. Che cosa significa SEO?

    SEO è l'acronimo di "Search Engine Optimization" (Ottimizzazione per i motori di ricerca), ovvero quel processo di ottimizzazione delle pagine dei siti web per migliorarne il posizionamento nei risultati dei motori di ricerca.

    Il compito di chi si occupa di SEO è quello di studiare gli algoritmi alla base dei motori di ricerca ed il loro funzionamento ed in secondo luogo di mettere in atto quelle strategie che consentono ai siti di scalare le classifiche nei motori di ricerca, aumentando la probabilità che questi possano essere trovati dagli utenti.

    L'attenzione è rivolta sia agli elementi del sito, i contenuti, il suo codice, la relazione tra le pagine, etc. sia alle relazioni del sito con le altre realtà presenti su internet.

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  12. Che cosa si intende con il termine SERPs?

    SERPs è l'acronimo di "Search Engine Results Pages", ovvero le pagine di risultati che i motori di ricerca generano e presentano una volta effettuata una ricerca.

    Il contenuto principale di questa pagina sono i risultati "organici" della ricerca, ma sempre più spesso questo contenuto è completato da altri elenchi, di natura pubblicitaria.

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  13. Si può incrementare la visibilità del sito in un mercato estero?

    Certamente. I motori di ricerca sono centinaia, alcuni a carattere internazionale, altri a carattere nazionale. E' utile iscrivere il sito della propria azienda in un motore di ricerca utilizzato dai navigatori della zona di mercato in cui l'azienda vuol penetrare.

    Per esempio se l'azienda vuol entrare nel mercato tedesco, è utile ottimizzare il sito con chiavi di ricerca opportune e segnalarlo ai motori di ricerca maggiormente utilizzati in Germania, aumentando così le probabilità d'accesso al sito da parte dei navigatori tedeschi. Questo procedimento ovviamente può essere eseguito per tutti i mercati del mondo.

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  14. Quali sono le parole chiave da scegliere per migliorare la visibilità nei motori di ricerca del mio sito?

    Le parole chiave da scegliere sono quelle legate al proprio settore di interesse e al sito da promuovere.

    Spesso e volentieri il cliente vuole posizionarsi con quella determinata parola, quando poi viene evidenziato che ci sono poche ricerche da parte degli utenti e allora il lavoro fatto serve a poco.

    Nel nostro servizio di Ottimizzazione e Posizionamento del sito per motori di ricerca, directory, risorse del settore, è compresa l'analisi iniziale delle parole chiave e tramite strumenti e software professionali possiamo poi avere un elenco delle parole chiave maggiormente ricercate dagli utenti per quel settore, e discutere con il cliente come operare e su quali parole iniziare l'attività.

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  15. Quando un sito e' bannato da Google?

    Il ban da Google - quando un sito è bannato da Google?
    Analizziamo gli errori da evitare.

    Impariamo ad evitare la peggior afflizione per un sito che aspira a posizionarsi sui motori di ricerca: il banning da Google.
    Regole e consigli su come evitare che un sito sia bannato dai motori di ricerca.

    Il banning da Google (o ban che dir si voglia) è la cancellazione di un sito web dagli indici di questo motore di ricerca, con la relativa scomparsa del sito nei relativi risultati di ranking di Google per qualsiasi query di ricerca. Essere banditi dagli indici di Google rappresenta la principale afflizione che un sito che aspira a posizionarsi sui motori di ricerca possa subire. Google da solo rappresenta la fetta principale dei visitatori provenienti dai motori di ricerca: la cancellazione del sito dagli indici di Google rappresenta la perdita della gran parte dei visitatori di questo tipo, che raggiungono il sito dai motori, e quindi quelli maggiormente interessati al sito stesso o comunque ai servizi e risorse offerte.

    Come accorgersi si un sito è bannato? Per vedere se un sito è bannato si possono valutare alcuni fattori:

    • la barra della Google toolbar: quando un sito è bandito dagli indici di Google, la toolbar non presenta più l'indicatore verde del PageRank eventuale, quando con la toolbar stessa attivata entriamo nel sito stesso digitando l'indirizzo, ma diventa di colore grigio, anche se ultimamente sembrerebbe che alcuni siti bannati smentiscano tale regola.
    • digitando su Google l'indirizzo del sito, Google non restituisce più le informazioni sul sito stesso ma restituisce le seguenti informazioni: "Spiacenti. Non ci sono informazioni sull'URL www.sito.com Se l'URL è valido, provare a visualizzare la pagina facendo clic sul seguente collegamento: www.sito.com Trove le pagine Web dal sito www.sito.com Trova pagine che contengano il termine "www.sito.com"" Nella maggior parte dei ban, la parte evidenziata in grassetto non risulta nemmeno presente, ad indicare che Google condanna il ban a tal punto da scucire qualsiasi rapporto da se stesso con il sito in questione.

    C'è anche da considerare una cosa: non sempre questi due fattori sono sufficenti per essere sicuri che si tratta di un ban. Possono essere imputati anche a problemi tecnici, seppur non frequentissimi, che provocano la momentanea scomparsa dagli indici del motore. In tal caso la situazione si ripristinerà al successivo aggiornamento del database di Google.

     

    Regole e consigli per evitare il ban da Google.

    Chiariamo subito una cosa: non si può essere bannati da Google se non abbiamo fatto deliberatamente qualcosa per meritarci il ban. Le cose da evitare per non incorrere nel banning da Google, sono innanzitutto un minimo di buon senso, cercando di evitare tutti quegli stratagemmi che costituiscono facili strade per ottenere posizionamenti di rilievo, ma che se abusati portano sicuramente, prima o poi, alla cancellazione dagli indici del motore di ricerca.

    Vediamo queli sono in dettaglio i principali errori e trucchi da evitare per ottenere un posizionamento duraturo e non incorrere nel ban di Google:

    • evitare assolutamente le doorways: l'uso delle doorways rappresenta il principale imputato per un banning da Google. Il consiglio che sentiamo di dare personalmente è di evitarle del tutto, anche se non sono ingannevoli e sono tematiche con i contenuti effettivi del sito. non fate l'errore di constatare che molte serp sono piene di spam, per comportarvi di conseguenza. È facile notare siti che sono al top dei motori per alcune query e fanno uso di spam, e al contrario è difficile notare che un sito che occupava le prime posizioni per alcune chiavi di ricerca, non compare più negli indici di Google: accade a tantissimi siti quotidianamente, e per risparmiare del lavoro ed ottenere facili e illusori posizionamenti con le doorways, si rischia di dover lavorare molto di più addirittura ridovendo fare il sito ex novo, o registrando un altro dominio.
    • evitare il testo nascosto: il testo nascosto, ovvero il testo con lo stesso colore dello sfondo, o nascosto con i div a coordinate negative o attributi di invisibilità rappresenta, dopo le doorways, la causa più frequente per essere bannati da Google. Se fino a qualche anno fa tale tecnica assicurava facili posizionamenti, visto che il web master poteva riempire la pagina di parole chiave senza che la stessa apparisse antiestetica e di conseguenza non gradita agli utenti, oggi tale tecnica è vietatissima dalle linee guida di Google, e rappresenta solo una facile strada per essere bannati.
    • non fare uso di cloacking: vietato assolutamente, per non incorrere in un bannaggio da parte di Google o di altri motori, fare uso di questa tecnica con fini scorretti, mostrando al motore dei contenuti, e all'utente altri contenuti.
    • evitare pagine dal contenuto duplicato: Google asserisce chiaramente nelle sue linee guida di non creare pagine, domini e sottodomini dal contenuto sostanzialmente duplicato, pena la cancellazione dai suoi indici.
    • evitare assolutamente di linkare un sito che fa uso di spam o peggio ancora un sito bannato: Google consiglia di non linkare assolutamente questo tipo di siti, anche se difficilmente si verrà bannati soltanto per questo motivo. A meno che non si linki un sito dal contenuto nullo, e Google sospetti che il sito faccia parte di un circuito di spam engine che volete spingere nei motori, e quindi il link non è "spontaneo" ma artificioso.
    • evitare il keyword stuffing: la ripetizione sconsiderata di parole chiave, al solo scopo di migliorare la posizione nel ranking di Google, rappresenta un metodo sicuro per essere bannati da Google. Da evitare assolutamente: Google consiglia sicuramente di inserire delle parole che gli utenti potrebbero digitare per ricercare i servizi di un sito, ma il tutto inserito in un contesto logico e discorsivo.

    Queste sono solo le principali tecniche scorrette per le quali lo stesso Google, dà indicazioni precise nelle sue lineeguida. Google, ed in misura sempre crescente gli altri motori, condanna fermamente i webmaster che cercano di ingannare con tecniche illecite il posizionamento di un sito nel ranking dei risultati di ricerca, e anzi consiglia agli utenti, qualora s'imbattessero in un sito che fa uso di spam e tecniche scorrette, di segnalare il tutto allo stesso Google attraverso l'apposito modulo di segnalazione spam per contrastare i siti che ne fanno uso.

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  16. Come comportarsi se il proprio sito stato bannato da Google?

    Qualora si scoprisse che il proprio sito è incorso in un ban di Google, bisogna compiere alcuni passi per assicurarsi una reiclusione, non sempre immediata e sicura. In primo luogo bisogna individuare i motivi per cui si è stati banditi dall'indice di Google.

    Una volta individuate le tecniche scorrette, queste vanno rimosse accuratamente, ed ogni pagina va corretta, cancellando ogni forma di possibile causa di persistenza del ban.

    Quando si è assolutamente certi di aver eliminato ogni forma di scorrettezza, bisogna compilare il modulo di reinclusione negli indici di Google compilandolo correttamente in ogni campo.

    Informazioni, in lingua inglese, sullla corretta compilazione del presente modulo, vengono fornite dettagliatamente dal relativo articolo su come compilare una richiesta di reinclusione negli indici di Google, scritto da Matt Cutts in persona, uno dei creatori di Google, nel suo blog.

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