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08 Gennaio 2010

La prima class action è contro i produttori Pc

Una class action contro i produttori di pc che preistallano Windows e non concedono a chi non intende utilizzarlo il rimborso del costo della licenza.


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L'Aduc, associazione di consumatori con sede a Firenze, sta promuovendo una class action contro i produttori di pc che preistallano il pacchetto Windows di Microsoft e non concedono a chi non intende utilizzarlo il rimborso del costo della licenza Microsoft.

"Oggi la procedura di rimborso e' molto lunga e costosa per l'utente", ha dichiarato Vincenzo Donvito, presidente di Aduc. "Noi vogliamo promuovere questa azione per tutti coloro che hanno comprato un pc con sistema operativo Windows, ma non lo vogliono e chiedono al produttore un rimborso adeguato", ha aggiunto Donvito.

Attualmente chi fa richiesta di rimborso a un produttore riceve in media "40-50 euro, quando sul mercato una licenza Windows ha un costo che oscilla tra 150 e 200 euro", ha spiegato, aggiungendo che per avere il rimborso "il computer va spedito alla casa madre del produttore per far disinstallare il sistema operativo, con le spese a carico del consumatore".

Ne consegue, ha continuato il presidente dell'Aduc, "che la procedura e' lunga, rischiosa per gli eventuali danni che puo' subire il computer nella spedizione e costosa, perche' spesso le spese di spedizione superano quelle del rimborso ricevuto".

Inoltre, questa procedura e' diventata possibile solo dopo che "l'Aduc ha vinto una causa pilota avviata tre anni fa contro Hewlett Packard davanti al giudice di pace di Firenze, e che ora si trova in appello", infatti ha specificato Donvito prima "nessun produttore aveva mai acconsentito a rimborsare un cliente che non aveva intenzione di sottoscrivere la licenza Microsoft e utilizzare Windows".

Dal primo luglio, quando sembrava che dovesse partire in Italia la legge sull'azione collettiva, l'Aduc ha raccolto circa "2mila disponibilita'" per la partecipazione alla class action: "Non possiamo ancora parlare di adesioni, perche' dal punto di vista formale quelle ci saranno sono una volta che saranno definite le modalita' per avviare una class action", ha aggiunto il presidente dell'associazione dei consumatori.

Infatti, al momento "i tribunali non sono ancora attrezzati per accogliere le domande di azione giudiziaria collettiva, perche' la legge prevede l'istituzione di apposite sezioni per ora inesistenti".

Fonte: http://www.b2b24.ilsole24ore.com

 


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