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Una delle prime cose che si nota di una pagina web è il suo nome di dominio. È evidente, dunque, che ad esso vada posta la massima attenzione.
I motivi che possono spingere ad un cambio di dominio possono essere diversi: magari la propria attività ha cambiato nome, oppure se ne è semplicemente trovato uno migliore che potrebbe portare più visite.

Per avere successo, però, oltre a scegliere un buon nome di dominio bisogna anche comprendere il ruolo che l’hosting gioca nell’indicizzazione di Google. Scegliere un provider di hosting corretto è fondamentale per assicurarsi il successo sul web.

Come scegliere correttamente l’hosting

ServerPlan - Hosting Partner Studio Fabran

Non basta creare un sito perché i clienti possano visitarlo: esso deve essere ospitato su un server che permetta l’accesso a tutti gli utenti del web. È qui che entrano in gioco i provider: essi mettono a disposizione dei server sui quali ospitare la vostra pagina, con la garanzia che essa possa essere facilmente raggiungibile da tutto il mondo. Ecco alcuni articoli con interessanti soluzioni da considerare. Ovviamente, non tutti gli hosting sono uguali: così come tutti i servizi di qualsiasi tipo, ve ne sono alcuni migliori di altri, o che comunque sono più adatti alle vostre esigenze.

Ecco i fattori per distinguere i provider di qualità.

Un buon tempo di uptime

L’uptime del sito è il lasso di tempo durante il quale questo offre un servizio continuativo. Avere un tempo di uptime del 100% è impossibile: tuttavia più ci si avvicina, meglio è.

Una pagina che è spesso offline può allontanare potenziali utenti. Nessuno, dopotutto, vorrebbe utilizzare un servizio che potrebbe bloccarsi in qualsiasi momento. Per di più, una pagina con un basso tempo di uptime è penalizzata non solo dai visitatori, ma anche da Google. La visibilità di un sito nei motori di ricerca dipende dal SEO: il motore di ricerca assegna un punteggio SEO molto più basso alle pagine con scarso uptime rispetto a quelle che sono online la maggior parte del tempo. Questo è anche dovuto al fatto che i “crawler”, ovvero strumenti di Google che indicizzano tutte le pagine raggiungibili all’interno di un database, trovando la vostra offline la potrebbero ignorare, rendendola temporaneamente introvabile sui motori di ricerca.

La velocità di caricamento

Dalla velocità di caricamento di una pagina dipende il numero di visualizzazioni. Infatti, una pagina che impiega più di 3 secondi a caricare è abbandonata da più del 40% degli utenti. La velocità di caricamento di una pagina è anche una caratteristica determinante anche nel suo posizionamento nei motori di ricerca. A pagine più lente viene assegnato un punteggio SEO più basso, facendola scendere di posizione nella classifica di Google. Pertanto, la velocità dovrebbe essere una delle priorità assolute in qualsiasi servizio di hosting di qualità, che deve essere in grado di offrire un caricamento più ottimizzato possibile.

Presenza di Content Delivery Network

Una Content Delivery Network (o CDN) è un servizio molto importante offerto da alcuni provider. Si tratta di una rete di server altamente distribuita che permette a utenti di tutto il mondo di collegarsi facilmente e rapidamente alla vostra pagina, indipendentemente dalla vostra posizione geografica. Ecco alcune informazioni sulle Content Delivery Network che vanno più nel dettaglio.

I vantaggi di usare una CDN sono subito evidenti, soprattutto se si vuole intraprendere un’attività commerciale online. Grazie alle Content Delivery Network, la vostra pagina sarà in grado di offrire prestazione elevate a visitatori di tutto il mondo, assicurandosi così una vasta clientela e, soprattutto, un elevato punteggio SEO. Data l’elevata concorrenza, trovarsi nei primi posti della classifica di Google è importantissimo, motivo per il quale l’uso di una CDN è caldamente consigliato.

Lo spazio su disco

V-Hosting - Hosting Partner Studio Fabran

Come si è già detto, il compito principale degli hosting è quello di ospitare il vostro sito in modo che sia disponibile a tutti. Ovviamente, più spazio vi è concesso, maggiori potranno essere i contenuti della pagina: dall’altra parte, questo comporterà l’aumento del costo del pacchetto.

Alcuni provider offrono, ad un costo minore, la possibilità di acquistare un servizio di hosting condiviso. Ciò significa che più pagine web sono ospitate su uno stesso server, condividendo lo spazio. Ecco qui tutte le informazioni sul funzionamento dell’hosting condiviso.

A prima vista questa può sembrare un buon affare, ma in realtà può rivelarsi svantaggioso per diversi motivi. Infatti, più cresce il numero di pagine ospitate su un singolo cresce, più diminuisce il numero di risorse che possono essere dedicate a ciascuna. Rendendole così più lente, meno efficienti, più suscettibili a blocchi e a crash. Tutte cose che, come abbiamo già detto, non sono viste di buon occhio da Google.
Inoltre, c’è anche la possibilità che, a vostra insaputa, il vostro sito condivida la propria “casa” con una pagina poco raccomandabile, che pubblica articoli fuorvianti o di spam. Dato che questo tipo di webpage sono penalizzate nei motori di ricerca, c’è la possibilità che anche quelle che condividono lo stesso spazio siano segnalate da Google come non attendibili. Compresa, potenzialmente, la vostra. Considerate attentamente entrambe le opzioni a seconda della tipologia di sito che volete creare.

Quando e come migrare

Una volta deciso l’hosting da usare, si può iniziare a migrare il proprio sito. È fondamentale effettuare la migrazione durante un orario di basso traffico, per evitare che le visite calino. A questo scopo si può utilizzare Google Search Console, uno strumento che permette di monitorare tutte i dati sulle visite al proprio sito, fasce orarie incluse.
È sconsigliato migrare durante grossi cambiamenti alla propria pagina: nel caso che qualcosa andasse storto, risulterebbe difficile individuare il problema. A questo punto, una volta eseguito un backup del sito, si può finalmente procedere con la migrazione.

Migrazione manuale e migrazione automatica

Il primo metodo è effettuare un trasferimento manuale, copiando sul proprio computer i file e la struttura del database del sito per poi ricaricarli sul nuovo dominio.

È la modalità che permette un controllo maggiore da parte dell’utente, poiché sarà lui ad essere completamente a carico dell’operazione. Di contro, si tratta anche del modo più difficile, perché bisogna modificare diversi file di configurazione del proprio sito, e le possibilità di errore possono essere molte se non si sa esattamente cosa si sta facendo.

Il secondo metodo è quello che prevede l’utilizzo di plug-in: si tratta di programmi, scaricabili direttamente da WordPress, che permettono una migrazione automatica verso il nuovo dominio. Il plug più consigliato per il trasferimento è All-in-One WP Migration, in grado di esportare un sito WordPress, incluso il database e la cartella media, senza dover possedere alcuna conoscenza tecnica particolare.

Conclusioni

Abbiamo così visto che a volte è necessario ed utile ai fini SEO cambiare hosting web scegliendo un hosting SEO-friendly che prende sul serio la velocità e ottimizza i propri server per offrire prestazioni e caratteristiche che la maggior parte degli host web economici non hanno o non possono avere.

Quindi è importante tenere in conto queste considerazioni sin dalle prime fasi della progettazione di un nuovo sito web professionale, in modo da evitare future migrazioni.

Se invece vuoi un aiuto concreto o maggiori suggerimenti su come aumentare la velocità del sito web non esitare a contattarci.


Per approfondire continua la lettura

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